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Museo Civico di Lingua - Salina

Le isole eolie e fra queste prima di tutte Lipari e Salina, furono abitate durante il Neolitico alla fine del V millennio a. C. Gruppi umani agricoltori provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria, si insediarono a tratti dalla presenza a Lipari di una particolare roccia vulcanica, L'ossidiana. Questa, simile ad un vetro nero, veniva utilizzata per costruire strumenti taglienti utili nelle attività quotidiane. Con la scoperta del metallo le isole assunsero un ruolo importante per la loro posizione geografica al centro delle rotte commerciali che dall' Egeo Passavano attraverso lo stretto di Messina, rivolte alla ricerca del metallo. Prima il rame poi il bronzo, composto da una lega di stagno e rame, segnano il cammino per l'eneolitico e l'età del bronzo. Il periodo di maggiore ricchezza e di incremento demografico per l'arcipelago eoliano è l'età del bronzo, che fin dalla fine del III millennio vede il sorgere di numerosi villaggi in tutte le isole (ad eccezione di vulcano). La cultura di Capo Graziano (inizi II millennio a. C. - sedicesimo secolo a. C. attesta la presenza di abili navigatori in stretto rapporto con i popoli dell'egeo come dimostra il rinvenimento di ceramica micenea in questi insediamenti eoliani.

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Sito Archeologico - Portella

Sito Archeologico - PortellaDurante i lavori della strada provinciale S. Marina - Malfa, nel 1954 fu scoperto il villaggio preistorico appartenente alla cultura del "Milazzese"del'età del Bronzo medio (circa XV-XIII secolo sec. a.C.) L'area scelta per l'impianto dl villaggio risulta ben difesa naturalmente e sembra una cresta rocciosa di origine vulcanica in forte pendenza verso il mare, delimitata ai lati da due profondi valloni. Gli scavi archeologici hanno messo in luce 23 capanne, ovvero ambienti a pianta ovale o circolare ci circa 3-4 metri di diametro, scavati interamente nella roccia vulcanica (lapillo) e foderati a perimetro del taglio da un muri a secco costruito da un grande muro di pietra di mare e pietre vulcaniche, o in alcuni casi solo parzialmente o in altri privi di muro. All'interno di questi ambienti sul suolo sono rimasti gli arredi e gli oggetti di uso quotidiano lasciati al momento del loro abbandono. Nei primi si riconoscono i ripostigli costruiti con lastre in pietra poste in verticale a delimitare uno spazio, le mensole, i focolari fatte con lastre e grandi frammenti di vasi, e le lastre litiche utilizzate come piani di lavoro. I vari oggetti sono rappresentati dal vasellame e in impasto modellato a mano, dagli strumenti in pietra impiegati nelle attività di lavoro e dalle fusaiole. Importante è la presenza di grandi contenitori, i pithoi, utilizzati soprattutto per la raccolta e la conservazione dell'acqua.

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Sito Archeologico - Barone

L'interesse per il sito di Punta Lamie era stato già manifestato ne 1700 dall'architetto Jean Houel il quale lasciò testimonianza della sua visita a questi luoghi, rilevando in un acquerello i "…resti di un bagno antico, opera romana". Tali strutture erano sicuramente pertinenti ad un insediamento sorto a Salina già in epoca ellenistica e poi sviluppatosi in età romana imperiale tarda, i cui resti furono visti e descritti dall'archeologo Paolo Orsi durante una sua visita sull'isola nel giugno del 1928. Lo scavo archeologico ha individuato una porzione del complesso termale di età romana visto da Houel, già in funzione durante i primi secoli dell'impero, e riutilizzato in età posteriore, almeno fino agli inizi del VI sec. D.C., come stabilimento per la lavorazione e la salagione del pesce. E' facilmente ipotizzabile che l'industria del pesce salato di contrada Barone si sia sviluppata anche grazie alla presenza delle saline di Lingua, utilizzate già in età romana.

Biblioteca - Pinacoteca Malfa

Il 13 maggio del 1995 è stata aperta al pubblico la Biblioteca Comunale di Malfa, intitolata al cav. Giovanni Cafarella ed è ubicata nei locali di Via Fontana, in un edificio (situato dietro la chiesa parrocchiale di san Lorenzo) donato, nel 1913, dal benemerito sac. Giovanni Marchetti, parroco di Malfa per 50 anni (dal 1905 al 1955). Il patrimonio librario e audiovisivo (che conta più di 10.000 pubblicazioni) è formato, principalmente, da romanzi, libri per ragazzi, audiovisivi, enciclopedie, volumi sulla Sicilia, sulle Eolie e sull’emigrazione eoliana nel mondo. Ogni anno, viene predisposto un programma di iniziative culturali che comprendono mostre fotografiche e pittoriche, presentazione di libri, intrattenimenti musicali, che sono diventati appuntamenti irrinunciabili per isolani e turisti (italiani e stranieri).

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Museo Eoliano dell'Emigrazione di Malfa - Salina

Nel 1999, è sorto nell’isola di Salina, il Museo Eoliano dell’Emigrazione ubicato, provvisoriamente e sino al 2010, presso il Palazzo Marchetti di Malfa, sede dell’Associazione Didime ’90 e Centro “Musica e Cultura Giuseppina Lazzaro”. Tale realtà museale ha avuto come base costitutiva l’Associazione “C. I.R. C.E. ” ( Centro Internazionale di Ricerca per la Storia e la Cultura Eoliana).

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Sito Archeologico - Mastrognoli

La necropoli di località Mastrognoli è ubicata tra la ricca vegetazione delle pendici orientali del Monte delle Felci, lungo uno degli antichi sentieri che si inoltra nei fianchi della montagna e che rappresenta uno dei percorsi naturalistici più belli dell'isola di Salina. L'area archeologica si estende al di sopra di un banco di tufo di colore grigio chiaro. Sono state portate alla luce ed identificate nel complesso 16 tombe, del tipo a fossa rettangolare, scavato nel tufo tenero con diverso orientamento, seguendo il pendio naturale della roccia. Una parte delle sepolture risulta danneggiata sia dalla naturale erosione del banco tufaceo sia dai tagli operati sulla roccia per lo scavo di numerose canalette, buche, pozzetti e di due piccole vasche, destinate alla raccolta dell'acqua piovana che dalla superficie del banco veniva così convogliata verso una grande cisterna circolare, scavata sul lato orientale. Nell'area delle tombe e soprattutto all'interno della cisterna, probabilmente a causa dello stesso defluire delle acque, sono stati rinvenuti frammenti di anfore e vasellame da mensa e da cucina databili ad un ampio arco cronologico che va dall'età greco-ellenistica, IV-III secolo a. C., al periodo tardo romano, V secolo d. C., segno della lunga frequentazione del sito.

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Salina - Isole Eolie

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