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Storia e Geografia di Alicudi - Isole Eolie

Estremità ovest dell'arcipelago (5,2 km² - circa 100 abitanti stanziali). Nome antico: Ericusa (́Ἐρικοῦσσα)

Alicudi, anticamente era chiamata Ericusa per l' abbondante presenza dell'erica sull' isola; una pianta che ancora oggi e' presente sulle pendici e le valli inaccessibili del cono vulcanico oggi spento. Un' isola che per molti secoli fu bersagliata da frequenti incursioni da parte dei pirati che, infestando le rotte del Tirreno, costrinsero la popolazione isolana a trovarsi un riparo naturale in casette costruite sui terrazzi a mezza costa che danno sul versante orientale. La sua storia passata si sostanzia nelle tracce di un abitato del XVII - XVI sec. a.C., che doveva estendersi vicino all'approdo portuale; altre tracce della medesima epoca esistono sulla sommità dell'isola. In quest'isola di natura vulcanica la terra è particolarmente fertile. Non deve dunque stupire se ad Alicudi è possibile ancora ammirare i terrazzamenti che spezzano il versante del vulcano ed hanno permesso per decenni agli abitanti di vivere dell'attività agricola. Frammenti ceramici di età Romana si trovano sparsi sulla costa orientale dell'isola. L'isola ebbe parte, insieme a Lipari, al commercio dell'ossidiana. In località Fucile sono stati rinvenuti sarcofagi di lava contenenti numerosi fittili e vasi preziosi risalenti al IV sec. a.C.. Anche Alicudi subì incursioni Barbariche: ne è testimonianza una specie di fortino naturale, chiamato Timpone delle Femmine, dove venivano rinchiuse le donne durante le incursioni di pedoni e corsari. In molte case sono ancora sfruttati, per conservare gli alimenti, i "refrigeraturi", piccoli vani con una porticina posti allo sbocco di cunicoli di comunicazione ipogea, da cui fuoriescono soffi d'aria alla temperatura costante di una decina di gradi.

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