Escursioni a Filicudi - Isole Eolie

Filicudi è un paradiso per chi ama camminare, con sentieri e mulattiere che coprono tutte le zone dell’isola, anche quelle ormai abbandonate: partiremo dall’“esplorare” il villaggio di Capo G See more details

Storia e Geografia di Filicudi - Isole Eolie

(9,7 km² - circa 250 abitanti). Nome antico: Phoenicodes o Phoenicusa  Filicudi, era chiamata Phoenicusa dai Romani, cioe' "ricco di felci", dove per felce si intende una palma nana che cresceva ab See more details
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Filicudi è stata la prima isola a venir fuori dall’attività vulcanica sottomarina a sud del Mediterraneo 1 milione di anni fa. Aveva ben 7 crateri attivi. E quando arrivi senti ancora il calore del suo grembo di fuoco. Filicudi ha due villaggi preistorici, uno a Capo Graziano e uno a Punta Perciato, dal quale poi è possibile scendere giù alla spiaggia delle Punte. Filicudi è disegnata anche da bellissime mulattiere, che con una guida si possono percorrere gustando non solo le mille sfumature di luce dalle varie angolazioni ma anche la grande varietà della flora mediterranea. Spostandosi in montagna a Val di Chiesa si comincia a scorgere il panorama che da questa isola così esposta a ovest abbraccia il resto dell’arcipelago. Da qui iniziano la maggior parte dei percorsi: Zucco Grande, uno dei primi insediamenti umani che vantava le donne più belle di questo mare. Fossa Zucco Grande che insieme alla spiaggia di Bringatini sono due chicche raggiungibili solo a piedi o in barca o eroicamente a nuoto che offrono calma e pace anche ad agosto. E poi c’è Portella, un balcone sul mare da dove si sale fino a Monte Palmieri o Fossa Felci. Ma il vero spettacolo è Siccagni. Il lato ovest, inesplorato, selvaggio, esclusivo dell’isola che permette al cuore di tuffarsi in un respiro magico alla vista de La Canna sullo sfondo di Alicudi. A Filicudi non perdere questa passeggiata che la guida di WalkingEolie renderà speciale al tramonto portandoti lungo i sentieri che vi conducono con aperitivo e rientro in barca passando dalla Grotta del Bue Marino. E da non perdere è anche una visita a Pecorini Mare, con l‘happy hour al Lido Alina, al Saloon e una cena alla Sirena con le specialità del grande chef Piero, premiato da Trip Advisor come miglior chef delle isole del 2013. E ancora la pesca notturna al totano sotto un cielo pieno zeppo di stelle e il mare illuminato dal plancton fluorescente. Il bird watching, il diving, l’esplorazione del mare alla ricerca dei delfini e delle tartarughe e tanto buon cibo.

 
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(9,7 km² - circa 250 abitanti). Nome antico: Phoenicodes o Phoenicusa 

Filicudi,

era chiamata Phoenicusa dai Romani, cioe' "ricco di felci", dove per felce si intende una palma nana che cresceva abbondante e rigogliosa nell'isola.  L'isola, a forma leggermente ovale con un'appendice a sud-est costituita dalla penisola di Capo Graziano (m 174), risulta costituita dai prodotti di sei centri eruttivi riconoscibili. Il più antico dovette essere situato nel tratto di mare prospiciente la costa in località Fili di Sciacca. L'edificio più esteso e più antico è la Fossa delle Felci; il più recente la Montagnola. Le pendici e le falde dell'isola sono, in gran parte, ripide e rocciose. Le case sono raggruppate attorno al porto Pecorini e, soprattutto, a Valdichiesa, dove sorge il tempio di Santo Stefano. Qua e là si ammirano profonde grotte come quella del Maccatore, di S. Bartolomeo, del Perciato (forato) e del Bue Marino (foca). Quest'ultima è la più famosa. Si presenta con un'entrata a ogiva, con un caratteristico atrio e con una cavità molto ampia. I giochi di luci e di ombre vi producono fenomeni di rifrazione particolarmente suggestivi. Questa grotta è un rifugio, un'oasi di pace, uno degli angoli più incantati del regno di Eolo. Come le altre isole vicine, Filicudi deve avere ricevuto nuclei di popolazioni stabili fin dal neolitico superiore, intorno a 3.000 a.C. Lo dimostrano frammenti ceramici dello stile di Diana trovati nella Montagnola del Capo Graziano e Lungo la sponda meridionale della baia del Porto. All'inizio dell'età del Bronzo, forse ancora prima della fine del III millennio, sorse nell'isola un grande insediamento, senza dubbio di genti nuove, venute da lontano, che vi si stabilirono e nelle quali abbiamo creduto di poter riconoscere gli Eoli delle leggende, dei quali le isole portano ancora il nome. La luce elettrica è stata portata a Filicudi nel 1986, con un impianto di generazione a gasolio, innescando un drammatico balzo nel futuro nella quotidianità degli isolani. Il turismo ha iniziato a svilupparsi in quel periodo, crescendo poi di anno in anno. Con l'elettricità sono giunti sull'isola ausilii per ogni attività, le pompe elettriche per l'acqua dei pozzi, le televisioni sono divenute di massa, gli elettrodomestici hanno cominciato a diffondersi. Quanto all'acqua corrente, la si trasporta tramite navi cisterna per poi distribuirla sulla rete idrica. La proposta di costruire un impianto dissalatore non è ancora stata attuata.

 

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Traduzione Portale

Testi tradotti da:

Marta Vinyoles e Claudio Zucchini